L’Anpi nazionale chiede lo scioglimento di Casa Pound

L’ANPI nazionale chiede con forza lo scioglimento di Casa Pound.
Si tratta di una organizzazione dichiaratamente neofascista.
Per la difesa della Costituzione e i valori democratici lo Spi Nazionale aderisce convintamente all’appello e chiede che si attivino tutti i percorsi giuridici e istituzionali perché si realizzi lo scioglimento e si superi una situazione insostenibile garantendo valori irrinunciabili.

Pedretti: “Non ci infiliamo nel giochino dei nomi ma delineiamo quello che serve davvero al paese”

“Sono ore complicate e decisive. Credo che non ci possiamo limitare ad osservare la crisi politica ma che sia compito nostro delineare quello che serve davvero al paese in nome e per conto delle persone che rappresentiamo“.
Così il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti in un post pubblicato sul suo profilo Facebook alla vigilia delle consultazioni che dovrebbero portare ad una soluzione, in un senso o nell’altro, della situazione politica che si è venuta a determinare dalle dimissioni del premier Giuseppe Conte.

“Penso – continua Pedretti – ci sia l’assoluto bisogno di un governo con un serio programma di discontinuità rispetto al precedente, che guardi al lavoro e alle politiche sociali, che si occupi dei nostri giovani, della non autosufficienza, del finanziamento della sanità pubblica e di alleggerire le tasse per lavoratori e pensionati, che ricostruisca un clima di civiltà e di solidarietà dopo oltre un anno di odio e di razzismo.
“Personalmente – conclude il Segretario generale dello Spi-Cgil – ritengo che non ci dobbiamo infilare nel giochino dei nomi ma lasciare tale decisione alla saggezza del Presidente della Repubblica“.

Codice Rosso passo avanti, ma non basta

Il “Codice rosso” approvato al Senato rappresenta un passo in avanti sulla tutela delle vittime di violenza domestica e di genere ma non basta e rischia di essere l’ennesima occasione mancata.

Il ddl contiene sicuramente delle norme da tempo richieste dallo Spi-Cgil e dai suoi Coordinamenti donne introducendo fra l’altro una corsia preferenziale per le denunce, rendendo le indagini più rapide, inasprendo le pene per i reati di maltrattamenti contro familiari o conviventi e per quello di stalking, punendo il matrimonio forzato e introducendo il reato di revenge porn.
Rimane però fondamentale avere certezza delle pene, perché non è sufficiente inasprirle se poi rischiano di essere vanificate con una serie di scappatoie legali.

Sul fronte delle risorse invece la legge è a costo zero e non stanzia fondi che sarebbero necessari e urgenti – ad esempio per i centri antiviolenza – recependo solo il finanziamento di 7mln di euro dal 2020 già previsto nella Legge di Bilancio per gli orfani di femminicidio.
Nulla è infine previsto sull’educazione e sulla prevenzione a partire dal rafforzamento dei servizi in generale o, ad esempio, quelli per la presa in carico di uomini autori di comportamenti violenti che intendono intraprendere un percorso di cambiamento.
Temi fondamentali per un serio e vero contrasto alla violenza.